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07 Maggio 2018
Il mercato delle infrastrutture di ricarica per auto elettriche

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comunicazione PROSIEL

IL MERCATO DELLE INFRASTRUTTURE DI RICARICA PER AUTO ELETTRICHE

Sicurezza impiantistica, trend emergenti e nuova normativa in vigore

 

Milano, 23 aprile 2018 - Il mercato europeo della mobilità elettrica è in forte sviluppo da qualche anno: la crescita è sicuramente spinta da enti pubblici e privati, i quali sostengono con incentivi e investimenti di vario tipo l’acquisto e installazione di infrastrutture di ricarica e di autovetture elettriche.

In ambito mobilità elettrica, la situazione è al giorno d’oggi polarizzata tra paesi più sviluppati e paesi meno sviluppati, anche se è in atto un rapido allineamento di tutti i paesi e case automobilistiche verso l’eliminazione graduale dei mezzi di locomozione a combustione, in favore di mezzi poco inquinanti ed ecosostenibili.

Di conseguenza, anche le normative governative e locali si stanno gradualmente adeguando per accogliere e incentivare i cambiamenti in essere.

Prosiel, associazione senza scopo di lucro rappresentante i principali attori della filiera elettrica, in rispetto della sua mission, opera in questo campo per promuovere la cultura della sicurezza, prevenzione e dell’innovazione elettrica anche nell’ambito delle infrastrutture di ricarica, che a breve saranno sempre più presenti in edifici residenziali, industriali e commerciali.

Il mercato europeo delle auto elettriche è in costante e rapida crescita: nel 2017 si sono vendute 149.086 auto elettriche (BEV) su un totale di 15.131.778 milioni di unità vendute (+ 43,6%, lo 0,9% del mercato auto totale). Al giorno d’oggi in Europa circolano 501.798 vetture elettriche (BEV) e circa 670.000 vetture ibride (PHEV).

In Europa molti paesi hanno già deciso di eliminare la vendita e circolazione dei veicoli a combustione nel medio o lungo termine, come Norvegia (dal 2025) e Olanda (dal 2035).

Inoltre, sulla stessa scia dei paesi europei, anche numerose case automobilistiche hanno deciso di adeguarsi allo stesso trend, cessando la produzione dei veicoli Diesel, che risultano i più inquinanti della categoria.

Il mercato italiano delle auto elettriche, al contrario, è ancora molto arretrato: nel 2017 sono state vendute 1.967 vetture elettriche (BEV) (0,1% del mercato) e 66.000 auto ibride (PHEV) (+ 71% rispetto al 2016).

In Italia, tuttavia, nonostante la mobilità elettrica sia ancora un settore di nicchia, è comunque un mercato in procinto di una forte espansione; oggi, infatti, vi sono tutti i presupposti affinché le auto elettriche diventino lo standard ecosostenibile della mobilità italiana:

  1. PNIRE: stanziati 33,5 milioni € da investire nell’installazione di infrastrutture di ricarica moderne.
  2. ENEL: stanziati 100 - 300 milioni € per l’installazione di 7-15 mila colonnine di ricarica, entro il 2021.
  3. Città di Roma: annunciato lo stop alla circolazione delle macchine alimentate a diesel nel centro città a partire dal 2024.

Alcuni comuni, province o regioni, tuttavia, sono già da tempo attivi sul tema della mobilità, promuovendola e sostenendola attraverso politiche incentivanti l’acquisto del veicolo elettrico e l’installazione della colonnina di ricarica.

Alcuni esempi virtuosi sono quelli della Provincia autonoma di Trento che ha incentivato a fine 2017 l’acquisto di auto elettriche o ibride plug-in con un contributo che varia da 4 a 6 mila euro oppure quello della Regione Lombardia attraverso un Bando che ha stanziato fino a 1.500 euro a fondo perduto per ogni punto di ricarica installato entro la fine del 2017.

Infine, numerose sono le regioni che operano l’esenzione da 3 a 5 anni dal pagamento del bollo auto per i possessori di auto elettriche o ibride.

 

Prosiel, in linea con questi recenti trend, si impegna quindi a stimolare la crescita del mercato elettrico italiano, promuovendo l’uso delle più recenti tecnologie per la ricarica delle auto elettriche negli edifici e favorendo l'innovazione e l’ammodernamento, rispettivamente, di impianti elettrici nuovi ed esistenti, affinché i proprietari possano usufruire dei benefici delle nuove tecnologie mantenendo elevati standard di sicurezza ed efficienza energetica.

Il contesto legislativo italiano si è adeguato rapidamente a tali cambiamenti. Con l’approvazione del decreto legislativo 257/2016, a recepimento della direttiva 2014/94/UE AFID, dal 31/12/2017 è diventata obbligatoria la predisposizione per l’installazione di colonnine di ricarica dei veicoli elettrici in:

       edifici di nuova costruzione ad uso non residenziale, con superficie > 500 m2

       edifici residenziali di nuova costruzione con più di 10 unità abitative 

       fabbricati già esistenti sottoposti a ristrutturazione edilizia di primo livello (cioè soggetti a un intervento che coinvolga almeno il 50% della superficie lorda e l’impianto termico)

       almeno il 20% degli spazi a parcheggio (coperto o scoperto) e dei box auto totali devono permettere la ricarica di una vettura.

Milano, Torino, Bologna e Campobasso hanno già inserito una norma nel proprio regolamento edilizio che vincola gli edifici (residenziali e non, > 500 m2 e di nuova costruzione, tranne gli edifici pubblici) a predisporre l’allaccio di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli.

A Milano l’attuale Regolamento edilizio approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 27 del 2 ottobre 2014 prevede al comma 7 dell’art. 115 – Parcheggi: “Nelle nuove costruzioni tutti i box dovranno essere dotati di presa elettrica con contabilizzazione dei consumi per la ricarica delle batterie dei motori dei veicoli elettrici”.

Naturalmente, soprattutto nei box condominiali, l’impianto elettrico a monte della colonnina di ricarica dovrà essere adeguatamente dimensionato in termini di sezione dei conduttori e protetto contro eventuali sovraccarichi, cortocircuiti e dai rischi di contatti indiretti come prescritto nella sezione 722 della norma impianti CEI 64-8.

Prosiel è, e continuerà ad essere, un punto di riferimento per le autorità governative italiane, aiutandole a definire gli standard tecnici necessari per assicurare la sicurezza degli impianti elettrici degli immobili e gli incentivi che meglio si adattano al contesto legislativo e di mercato italiano.

Oggi esistono 4 modalità di ricarica principali:

  • Modo 1: carica lenta (6-8 ore), connessione del mezzo alla rete AC con connettori domestici o industriali fino a 16 A (adatto solo ad e-bike e ad alcuni veicoli leggeri, ma non alle auto elettriche).
  • Modo 2: carica lenta (6-8 ore) o accelerata (2-3 ore), connessione del veicolo alla rete AC con connettori domestici fino a 16 A o industriali fino a 32 A e dispositivo di controllo sul cavo (In-cable Control and Protection Device).
  • Modo 3: carica lenta (6-8 ore), accelerata (2-3 ore) o veloce (15-30 minuti), connessione del mezzo alla rete AC con connettori dedicati fino a 63 A e dispositivo di controllo nella stazione di ricarica.
  • Modo 4: carica veloce (15-30 minuti) o ultra veloce (15-10 minuti) in corrente continua, connessione del veicolo alla rete in AC con caricabatterie AC/DC esterno.

 

In Italia, il Modo 1 e 2 è consentito solo in ambienti privati, mentre per ambienti pubblici, aperti a terzi, è obbligatorio adottare il Modo 3 e 4, che meglio soddisfa i requisiti di sicurezza e affidabilità che Prosiel si impegna ad assicurare in tutti gli impianti elettrici italiani.

In conclusione, la mobilità elettrica rappresenta oramai un trend a cui nessun paese può sottrarsi: l’Italia dovrà pertanto accogliere la sfida e giocare un ruolo da protagonista, grazie alla competenza, professionalità e il know-how che da sempre caratterizzano la filiera italiana dell’impiantistica elettrica.

 

Sono Soci di Prosiel: Albiqual (Albo dei Costruttori Qualificati di Impianti Elettrici ed Elettronici), ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari), ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche), Arame (Associazione Nazionale Agenti e Rappresentanti Materiale Elettrico), Assistal (Associazione Nazionale Costruttori di Impianti e Servizi di Efficienza Energetica - ESCo), CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), CNA (Confederazione Nazionale Artigianato e Piccola e Media Impresa), CNI (Consiglio Nazionale degli Ingegneri), CNPI (Consiglio Nazionale Periti Industriali e Periti Industriali Laureati), Confartigianato Elettricisti, ENEL, FME (Federazione Nazionale Grossisti e Distributori di Materiale Elettrico), IMQ (Istituto Italiano del Marchio di Qualità), UNAE (Istituto Nazionale di Qualificazione Imprese d’Installazione Impianti), Utilitalia (Federazione Imprese Ambientali, Energetiche ed Idriche), con la partecipazione di UNC (Unione Nazionale Consumatori).




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