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ultimo aggiornamento 04/04/2020 ore 18:57




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20 Marzo 2020
Cambielli: "Preoccupazione per il futuro delle aziende. Al Governo suggerirei..."

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Franco Cambielli, il principale distributore nazionale di materiale idrotermosanitario è preoccupato per il decreto Cura Italia che a suo avviso "rischia di essere letale per intere filiere".

Lo ha dichiarato nel corso di una lunga intervista pubblicata oggi dal giornale online il sussidiario.net.

"Come per tutte le aziende che hanno un fatturato superiore ai 2 milioni per noi non è cambiato nulla tranne la posticipazione dei versamenti IVA", dice l'imprenditore lombardo.
Che ha una idea ben precisa su cosa sarebbe necessario fare per correggere il tiro della manovra: "Che il sistema bancario abbia la possibilità di incrementare in maniera automatica gli affidamenti già in essere del 10-15 per cento, tramite la garanzia pubblica".

Poi Cambielli aggiunge: "È certo importante sostenere le piccole imprese, ma se quelle grandi, che sono loro clienti o fornitori, non riescono a onorare gli impegni finanziari, la catena dei pagamenti si blocca e anche le piccole, pur con questo fondo di garanzia, non riuscirebbero comunque a fare produzione, perché verrebbe meno o l'offerta del prodotto iniziale o la domanda per quello finito. E senza produzione non sopravvivrebbero".
Cambielli ha però altri suggerimenti in vista del prossimo decreto: "Sarebbe necessario emanare immediatamente dei protocolli di sicurezza che consentano alle attività produttive che li rispettano di poter operare tranquillamente. Sento tanto parlare di modello cinese, ma non dimentichiamo che in Cina solo una minima parte della popolazione è rimasta bloccata, mentre l'altra continuava a produrre. Non credo che si possa andare avanti a lungo bloccando tutta la nazione".
C'è una data limite ed è quella del 25 marzo, cioè mercoledì prossimo, dopo la quale - secondo Cambielli - per certi tipi di produzione la ripresa è pressoché obbligatoria: "Per il mondo della produzione il 25 marzo è una data limite. Le sospensioni dovrebbero proseguire solo per quei settori dove c'è più rischio di contagio, come per esempio la ristorazione".
Cambielli chiede infine chiarezza sui protocolli di sicurezza: "Devono essere molto più dettagliati, indicando, per esempio, esattamente i dispositivi da utilizzare e le distanze da rispettare, perché negli ultimi giorni c'è stata un po' di confusione sul tema. Servono protocolli precisi e verificabili dalle unità di sorveglianza delle Agenzie di tutela della salute"



E' possibile leggere l'intervista integrale a questo link.




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