Comunicato Stampa
FINESTRE IN LEGNO ALLEATE DELL’AMBIENTE: LO STUDIO DEL POLITECNICO DI TORINO
Commissionata da Navello, la ricerca calcola l’impronta ambientale dei serramenti dell’azienda
Le finestre in legno si confermano le più efficienti per chi cerca soluzioni costruttive a basso impatto ambientale: è quanto emerge dallo studio commissionato da Navello e condotto dal Politecnico di Torino per misurare l’impronta di un serramento analizzandone il Life Cycle Assessment, dalla selezione delle materie prime allo smaltimento finale.
La ricerca, coordinata dall’ingegner Isabella Bianco dell’LCA Research Group del Politecnico e realizzata dalla dott.ssa Eriola Elezaj secondo la norma EN 15804 (“cradle-to-gate with modules C1-C4 and module D”), rappresenta la base per una futura certificazione ambientale EPD (Environmental Product Declaration), che definirà in maniera chiara e verificata il profilo green dei serramenti in legno Navello.
“Il legno è l'unico materiale da costruzione realmente rinnovabile e, se gestito in maniera responsabile, può contribuire in maniera significativa alla riduzione del fabbisogno energetico della filiera edilizia, in netta controtendenza rispetto a tutti gli altri materiali che richiedono processi produttivi energivori e inquinanti” sottolinea Francesco Navello, responsabile vendite dell’azienda cuneese, che nel 2024 ha festeggiato i 200 anni di storia.
A distinguere il legno dagli altri materiali è una caratteristica unica. Ogni metro cubo, infatti, è in grado di stoccare oltre 800 chili di CO₂, assorbita dagli alberi durante la crescita. Il carbonio resta intrappolato nelle fibre legnose per tutta la vita del serramento e sottratto così all’atmosfera. Ogni finestra in legno contribuisce quindi concretamente a ridurre le emissioni inquinanti mantenendo l’aria più pulita. Una volta arrivato negli stabilimenti di Monchiero il legname proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile viene lavorato utilizzando unicamente colle atossiche e vernici all’acqua prive di solventi. In questa fase, i consumi energetici incidono per lo 22,54% sull’impronta di carbonio generata dalla produzione di un serramento. Un risultato dovuto anche al fatto che Navello copre oltre la metà del proprio fabbisogno energetico con energia fotovoltaica autoprodotta. Il contributo maggiore alle emissioni complessive deriva invece dalla fabbricazione delle vetrocamere (46,46%). Trascurabile invece l’impatto degli scarti di lavorazione sulle emissioni, che grazie alle precisione dei macchinari equivalgono solamente allo 0,88% del totale.
Al termine del suo ciclo di vita, superiore ai 40 anni, il tasso di recupero dei materiali che compongono una finestra in legno Navello raggiunge addirittura il 95%. Legno e metalli (acciaio, alluminio, ottone) vengono quasi interamente riciclati, generando un "credito di carbonio" di 7,08 chilogrammi di CO₂ equivalente al metro quadro, che compensa in parte l'impatto iniziale della produzione. Risulta invece marginale l'impatto del trasporto del prodotto finito, che pesa solo per 3,44 kg CO₂ eq/m², e dell'installazione per 2,75 kg CO₂ eq/m².
Per realizzare lo studio, i ricercatori del Politecnico di Torino hanno preso in esame dati raccolti direttamente nell'impianto produttivo di Monchiero, relativi a consumi energetici, materiali impiegati, scarti prodotti e sistemi di trasporto, dal prelievo delle materie prime fino all'imballaggio del prodotto finito. Come campione rappresentativo del catalogo di infissi in legno Navello è stata scelta la finestra Seta 2.0 in pino lamellare finger-joint, tra i best seller dell’azienda fondata nel 1824 da Luigi Navello.
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