Comunicato Stampa
Derbigum chiude il 2025 in forte crescita e guarda al 2026 con fiducia
Il country manager Franco Villa fa il punto sul settore delle coperture, soggetto a forti cambiamenti anche di carattere normativo: «Durabilità, basso impatto ambientale, uso responsabile delle risorse e sicurezza sono nel nostro Dna da decenni e oggi sono sempre più un fattore chiave per essere competitivi nel settore».
Castel Guelfo di Bologna (BO), febbraio 2026 – Il 2025 si chiude con segnali contrastanti per il settore dell’edilizia italiana, ma con risultati solidi per Derbigum Italia, che archivia l’anno con una crescita a doppia cifra e rafforza il proprio posizionamento come riferimento nelle impermeabilizzazioni sostenibili e ad alte prestazioni. Dopo un 2024 stabile, nel 2025 il comparto delle costruzioni ha beneficiato degli investimenti legati al PNRR, mentre il residenziale ha iniziato a rallentare per effetto della fine del superbonus. Uno scenario in cui Derbigum ha continuato a crescere, intercettando progetti complessi e di grandi dimensioni.
«Il 2025 è stato per noi un anno molto positivo, con una crescita intorno al 15%, trainata da interventi importanti che si sono concentrati soprattutto nella seconda parte dell’anno - afferma Franco Villa, Country Manager Derbigum Italia -. Il mercato delle coperture ha registrato volumi leggermente inferiori rispetto al 2024, ma il nostro andamento dimostra che la qualità e l’affidabilità delle soluzioni fanno la differenza».
Guardando al 2026, le aspettative sono di sostanziale continuità rispetto all’anno precedente, con una progressiva ripresa del non residenziale e dell’industriale, mentre gli ultimi cantieri del PNRR interesseranno soprattutto infrastrutture e opere pubbliche, in particolare nel Sud Italia. In questo contesto, temi come durabilità, manutenzione e sostenibilità stanno diventando sempre più centrali nelle scelte di progettisti e committenze.
«C’è una maggiore consapevolezza sull’importanza di investimenti durevoli nel lungo periodo – sottolinea Villa –. Nel settore pubblico la sostenibilità è ormai un requisito imprescindibile, legato ai CAM e alle logiche del PNRR. Nel privato, invece, la sostenibilità pesa soprattutto per le aziende strutturate, quotate o con obiettivi ESG, mentre manca ancora una scelta spontanea e diffusa orientata a soluzioni sostenibili».
Sul terreno della sostenibilità Derbigum continua a investire in modo solido, in continuità con una politica aziendale avviata da più da trent'anni e che è stata in grado di anticipare il mercato e di ragionare in un'ottica di lungo periodo. Nel 2025 l’azienda ha presentato Novitumen, una nuova materia prima ottenuta al 100% da bitume riciclato, che elimina l’utilizzo di bitume vergine di origine fossile e rappresenta un passo decisivo verso l’economia circolare nel settore delle coperture. Grazie a un processo brevettato, il bitume recuperato da vecchie membrane, sfridi di produzione e materiali di cantiere viene completamente rigenerato e reintrodotto nel ciclo produttivo.
«Con Novitumen chiudiamo davvero il cerchio della sostenibilità – spiega Franco Villa –. Le membrane possono essere riutilizzate praticamente all’infinito. La città diventa la nostra miniera: non consumiamo risorse, le rigeneriamo».
Per sostenere la produzione su larga scala di questa tecnologia, Derbigum investirà 5 milioni di euro nei prossimi anni nello stabilimento belga, mentre in Italia il primo prodotto della gamma Novitumen sarà commercializzato a partire dalla primavera. Un’evoluzione che si inserisce in una strategia più ampia di sviluppo di soluzioni a basso impatto ambientale, affiancata da un forte investimento in servizi e formazione.
«Il nostro è un prodotto premium – aggiunge il Country Manager Derbigum Italia – e continuare a investire in qualità, innovazione e formazione è parte integrante del nostro modello di business. Anche per questo lavoriamo molto sulla preparazione tecnica e commerciale dei DAC, i nostri applicatori certificati, che rappresentano un valore aggiunto che offriamo al mercato».
Accanto alla sostenibilità, nel 2025 è tornato a essere centrale anche il tema della sicurezza, in particolare per le coperture che ospitano impianti fotovoltaici. Con la circolare del Dipartimento dei Vigili del Fuoco dello scorso settembre, la classificazione BROOF (t3) e (t4) è diventata infatti un requisito imprescindibile, anche in virtù delle richieste delle compagnie assicurative.
«La normativa oggi alza l’asticella, ma per noi questo rappresenta un vantaggio competitivo – conclude Franco Villa –. Operiamo in Paesi dove queste classificazioni sono obbligatorie da oltre vent’anni e siamo già pronti con pacchetti certificati e un supporto tecnico dedicato. La regolamentazione, in questo senso, porta il mercato sul nostro stesso campo da gioco».
Durabilità, basso impatto ambientale e uso responsabile delle risorse sono destinati a diventare i fattori chiave del settore nei prossimi anni. In un contesto di risorse sempre più limitate, Derbigum punta a consolidare il proprio ruolo di pioniere, dimostrando che innovazione, prestazioni e sostenibilità possono procedere nella stessa direzione.
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