Comunicato Stampa
MANIFATTURA 2026: PROGETTI PIÙ PICCOLI, PRESSIONE SUI COSTI E PROCUREMENT SEMPRE PIÙ DATA-DRIVEN
Zerbini (meviy): “La competitività si giocherà su velocità, semplicità e controllo dei margini”
Meno grandi progetti, più micro-lotti. Margini sotto pressione. Procurement sempre più guidato dai dati. È questo il nuovo volto della manifattura europea secondo meviy, la piattaforma di produzione digitale on-demand sviluppata da MISUMI, che per il 2026 ha individuato tre direttrici destinate a ridisegnare progettazione e approvvigionamento.
Grazie a una presenza capillare nei principali mercati europei e al confronto quotidiano con oltre 320.000 aziende servite a livello globale, meviy rappresenta un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni in atto in Germania, Italia e Francia. Dall’analisi delle richieste di preventivo, delle interazioni con ingegneri e buyer e delle dinamiche settoriali emergono trend chiari: il paradigma sta cambiando, e la velocità decisionale diventa un fattore competitivo.
Fine dell’era dei grandi progetti: frammentazione e pressione sui margini
Nel 2025 il cambiamento più significativo non ha riguardato i processi di progettazione in sé, ma il contesto economico e competitivo. In Italia e Francia si è assistito a una contrazione dei grandi progetti di lungo periodo – in particolare nell’automotive – sostituiti da commesse più piccole, brevi e frammentate. Questo ha intensificato la competizione tra fornitori e aumentato la pressione sui prezzi, anche per volumi ridotti.
Nel mercato tedesco, la criticità principale resta il fattore tempo: scadenze serrate e carico amministrativo elevato incidono direttamente sull’efficienza dei team tecnici. Ogni inefficienza in fase di quotazione, documentazione o coordinamento fornitori impatta sull’intero ciclo di progetto.
Per il 2026 le priorità dichiarate dalle aziende convergono su tre elementi: controllo rigoroso dei costi, tempi di consegna certi e prevedibili e flessibilità nella gestione di piccoli e medi lotti.
L’intelligenza artificiale cambia il procurement prima ancora del design
L’impatto più immediato dell’AI non si registra tanto nella progettazione, quanto nell’area acquisti.
In Francia, strumenti di intelligenza artificiale vengono già utilizzati per confrontare rapidamente fornitori di componenti standard, aumentando la trasparenza del mercato e intensificando la competizione internazionale, inclusa quella dei player asiatici. In Italia, l’adozione è più pragmatica e orientata all’efficienza operativa: l’AI è apprezzata quando consente preventivi più rapidi, maggiore chiarezza sui lead time e riduzione delle attività manuali. In Germania, l’interesse è concreto ma subordinato alla semplicità di utilizzo e all’integrazione nei workflow esistenti con forte attenzione a cybersecurity e protezione dei dati.
Nel breve termine, l’AI non stravolgerà il lavoro dell’ingegnere, ma renderà il processo di sourcing sempre più comparabile, data-driven e orientato all’ottimizzazione dei costi.
Semplificazione dei processi e consolidamento dei fornitori
Un ulteriore trend trasversale riguarda la necessità di ridurre la complessità operativa. La gestione di molteplici fornitori comporta maggiore frammentazione, comunicazioni ripetitive e rischio operativo. Le aziende cercano quindi partner in grado di coprire più esigenze produttive attraverso processi digitali integrati e trasparenti.
In questo contesto, meviy consente agli ingegneri di caricare file CAD 3D, ricevere preventivi immediati, verifiche automatiche di producibilità e stime dei tempi di consegna in tempo reale, anche per un singolo pezzo e senza quantità minime d’ordine. L’analisi automatica secondo i principi del design-for-manufacturing contribuisce inoltre a ridurre errori, revisioni e tempi di validazione.
Per le PMI, la digitalizzazione rappresenta una leva concreta per compensare risorse interne limitate e accelerare l’approvvigionamento.
Per le grandi aziende, il valore risiede nella standardizzazione dei processi, nella trasparenza comparativa e nell’integrazione in ambienti strutturati e complessi.
Diversificazione settoriale e retrofitting: nuove direttrici di crescita
Il rallentamento dell’automotive sta spingendo molte realtà europee a diversificare verso settori come medicale, cosmetico e aeronautico. Parallelamente, cresce la domanda legata al retrofitting e all’aggiornamento di macchine esistenti, con una maggiore internalizzazione delle competenze di progettazione da parte dei grandi end-user.
Aumenta inoltre la richiesta di componenti custom e lavorazioni su disegno in piccole e medie quantità, con aspettative elevate in termini di prezzo competitivo, rapidità e affidabilità.
Luca Zerbini, Sales Manager Italy di MISUMI, ha dichiarato: “Osservando da vicino le richieste e le priorità dei nostri clienti in Europa, emerge chiaramente un cambio di paradigma: le aziende non cercano solo innovazione, ma semplicità, prevedibilità e controllo dei costi. La digitalizzazione e l’intelligenza artificiale avranno un impatto concreto solo se sapranno integrarsi nei flussi di lavoro esistenti e ridurre la complessità, non aumentarla. Nel 2026 la competitività manifatturiera passerà dalla capacità di fare di più, più velocemente e con meno attriti operativi”.
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