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ultimo aggiornamento 04/04/2020 ore 18:57




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22 Marzo 2020
Una domenica bestiale

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Linee calde per tutto il giorno, anzi da ieri sera, tra produttori e distributori, per capire quali margini di manovra impone e concede l'ultimo giro di vite del Governo.
La domenica è trascorsa nel leggere e rileggere il codice Ateco e capirne le pieghe.
Sin dal finire della scorsa settimana molti distributori avevano già variato in senso restrittivo gli orari e più in generale le aperture e le chiusure dei punti vendita.
Ma dal messaggio di Conte di sabato sera, panico e confusione, oltre che inquietudine e arrabbiatura si sono fatti strada nelle menti di tutti i protagonisti delle filiere elettrica e its (e anche di tante altre).
L'impressione, ascoltati alcuni protagonisti, è che lunedì mattina poco cambierà. Certamente i punti vendita all'ingrosso saranno aperti secondo i programmi annunciati nell'ultimo fine settimana.
Le aziende che dovranno invece fermare la produzione, certamente lavoreranno, nel senso che è inevitabile la concessione di uno scivolo di almeno 48 ore per poter fermare le produzioni stesse.

Negli ultimi giorni della scorsa settimana è stato un intrecciarsi di lettere tra distributori, produttori, organizzazioni di vario livello e titolo.
Inutile dire che ci sono tensioni, anche perchè al crollo delle vendite che a sentir dire va dal 40 per cento in su - molto in su se si parla di Nord - va aggiunto che siamo ormai all'ultima settimana del mese di marzo e dunque sarebbe il momento degli incassi di quanto venduto nei mesi precedenti. Ed ovviamente al contemporaneo  pagamento degli stipendi dei lavoratori.

E' evidente che, in particolare, lo scambio di lettere tra FME e ANIE ha alzato l'asticella del dibattito.
Busetto (leader degli industriali) ha risposto chirurgicamente al duro ashtag posto dai distributori (#le vostre trimestrali...). E ne ha approfittato per tirare in ballo un tema mai sopito (quello delle troppe fiere che molti produttori mal sopportano), chiedendo addirittura l'anno sabbatico delle fiere commerciali.
Dalle parole di Busetto parrebbe di capire anche che mentre c'è una protesta-richiesta ufficiale da parte dei distributori, relativamente agli ordini, ci sono poi trattative collaterali private tra distributori e fornitori. Difatti chiede a Galli un tavolo chiaro. E, purtroppo, pare anche che i fronti, alle spalle dei due generali Busetto e Galli, non siano poi così compatti. Insomma, avanti in ordine sparso per ottenere agevolazioni ad personam. Per dirla peggio, distributori non così allineati con la lettera della FME e produttori non così duri nel dire no alle rinegoziazioni.





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