Ora lo chiamiamo Gruppo Marigliano, ma per anni siamo andati avanti a citarlo come Megawatt: la creatura che l'imprenditore Gianni Marigliano ha fatto nascere a Casoria e nella quale ha inserito (oltre a manager esterni) figli, nipoti e parenti. La continuità generazionale è certa.
Il nome Megawatt ovviamente la dice lunga sull'origine: il mondo elettrico. Poco per volta, da Casoria, il Risiko di Gianni Marigliano ha portato alle acquisizioni in tante regioni italiane (l'ultima la Toscana) di realtà già ben note. Prima le aziende della Campania, poi il primo colpo grosso con Acmei leader in Puglia. Nel mentre si sviluppava l'operazione Lazio. Poi altro colpo grosso con Edif con la dorsale adriatica e infine (prima della Toscana) uno dei big del Nord, Barcella. Mancano Sicilia e Sardegna, che Marigliano non cita quasi mai; mancano invece e soprattutto il Nord Ovest e il Nord Est: e qui, chiunque bazzichi nell'ambiente, ogni mattina si chiede se sta per succedere qualche cosa. Gli obbiettivi non mancano.
Ma parliamo adesso del Gruppo in salsa ITS. Certamente se n'è cominciato a parlare molto dopo l'ingresso di Edif, che in qualche maniera già aveva punti vendita ibridi. poi è arrivato tutto il resto con un lavoro continuo. La situazione delle filiali miste attualmente è questa: Megawatt 6 su 6 ( Campania), Electra 2 su 5 (Campania), Elettrolazio 9 su 9 (Lazio), Acmei 4 su 19 (Puglia, Basilicata, Calabria, Abruzzo, Molise), CET 8 su 8 (Lazio), ELF 1 su 1(Campania), Edif 10 su 29 (Umbria, Marche, Toscana, Emilia, Aruzzo, Molise), Barcella 4 su 45 (Lombardia, Emilia, Veneto, Piemonte). Totale 43 su 103.
L'ingresso del Gruppo Marigliano nel settore ITS risale al 2019 con l'azienda CET; attualmente sono 43 i punti vendita ibridi, il materiale ITS rappresenta il 14 per cento delle vendite, in 5 anni è raddoppiato.
In Angaisa entrerà quindi un'azienda che ha un potenziale globale da competere con i big ITS e che nel settore idrotermosanitario sta cominciando a correre. Quasi la metà dei punti vendità è ibrido (43 su 103), ma entro la fine del 2026 la metà esatta potrebbe essere raggiunta. Un piano costante di riorganizzazione è in atto, soprattutto dove gli spazi lo consentono perchè è noto che l'ITS richiede molti metri-quadri e piani di scaffale in più rispetto all'elettrico. Ovviamente non bastano gli spazi, ci vogliono gli uomini e qui non resta che cercarli tra quelli che già conoscono la materia. Le occasioni non mancano mai.
Ma, va subito precisato che a condizionamento e caldaie la combattività commerciale del gruppo è già elevata. Non si può poi trascurare il fatto che settore ITS significhi anche Show room. Marigliano non disdegna neppure questo ed è al lavoro un team dedicato al piano di allestimento di questo tipo di strutture: anche in questo caso gli spazi sono uno dei tanti temi da affrontare.
Infine, ci rifacciamo all'ultima intervista rilasciata a questo sito da Gianni Marigliano. E' evidente che sul suo tavolo ci sono costantemente dei dossier su possibili acquisizioni. E' stato però lui a precisare che d'ora in avanti non ci sarà da sorprendersi se le new entry riguarderanno anche distributori puri di ITS.
|