Comunicato Stampa
La casa torna alla materia: HABIMAT racconta i trend dell'Autunno/Inverno 2026
Il ritorno alla dimensione sensoriale dell’abitare attraverso cinque linguaggi: Vintage, Materia, Terra, Marmo e Metallo. Non semplici tendenze stagionali, ma strumenti concreti di consulenza per trasformare ispirazioni e atmosfere in combinazioni reali di materiali, colori e superfici.
In un mondo sempre più digitale e immateriale, la casa torna a essere un luogo in cui ritrovare benessere, identità e presenza. Cresce così il desiderio di ambienti capaci di coinvolgere i sensi, dove la materia torna protagonista attraverso texture, colori, rilievi, superfici e imperfezioni. Più che inseguire una perfezione estetica, gli spazi domestici cercano oggi autenticità e carattere.
È da questa evoluzione che nasce HABITREND Collection Autunno/Inverno 2026, il progetto con cui HABIMAT (il brand del Gruppo BigMat dedicato agli showroom di interior finishing e arredamento) interpreta i nuovi linguaggi dell’abitare attraverso il concept “Abitare la materia”. Un percorso che individua cinque scenari: Vintage, Materia, Terra, Marmo e Metallo per raccontare altrettanti modi di costruire atmosfere e identità negli ambienti contemporanei.
L'obiettivo non è semplicemente anticipare le mode, ma trasformare i trend in strumenti concreti di consulenza. In che modo lo spiega Antonio Petrucci, architetto e Project Manager di HABIMAT: “Le tendenze si trasformano in punti di partenza per moodboard composte da materiali e prodotti realmente disponibili nei nostri showroom, permettendo di passare dall’ispirazione alla progettazione e di tradurre un gusto personale in combinazioni concrete”.
Cinque linguaggi per abitare la materia
Il primo scenario è Vintage – Tracce di memoria, dove il passato viene reinterpretato attraverso uno sguardo contemporaneo. Pattern, piccoli formati, legni vissuti e superfici decorative si incontrano in una contaminazione che recupera elementi della memoria senza trasformarli in semplice nostalgia.
Con Materia – Densità materica, invece, pietra, cemento, legno e superfici strutturate costruiscono ambienti essenziali ma lontani dalla freddezza. Texture, rilievi e finiture opache diventano strumenti per restituire profondità e carattere agli spazi.
Terra – Paesaggi domestici porta la natura all’interno della casa attraverso tonalità terrose, cromie acquatiche e superfici morbide. Un richiamo al paesaggio naturale che viene reinterpretato in chiave contemporanea, superando l’immaginario rustico per costruire ambienti accoglienti e sofisticati.
Il quarto linguaggio è Marmo – Il classico leggero. Il marmo conserva il proprio valore iconico, ma viene riletto attraverso venature chiare, superfici tridimensionali e piccoli accenti di colore che ne alleggeriscono la presenza e ne ampliano le possibilità espressive.
Infine Metallo – Riflessi caldi sostituisce alle finiture fredde e brillanti una palette più calda e materica. Bronzo, rame, ruggine e corten dialogano con cotto, mosaici e colori profondi, contribuendo a creare ambienti caratterizzati da una maggiore intensità visiva e sensoriale.
Dalla tendenza alla consulenza
Al centro di HABITREND c’è quindi un approccio che supera la logica della semplice previsione delle tendenze. I cinque scenari non sono infatti pensati come mode stagionali, ma come linguaggi aperti, capaci di evolvere, contaminarsi e adattarsi nel tempo.
Materia e colore diventano così strumenti attraverso cui costruire atmosfere, emozioni e identità, mentre l’innovazione tecnologica contribuisce a valorizzare le caratteristiche sensoriali dei materiali, anziché renderli semplicemente più perfetti.
Per HABIMAT, interpretare i trend significa soprattutto aiutare il cliente a riconoscere il proprio stile e tradurlo in scelte concrete. Le moodboard HABITREND diventano in questo senso un ponte tra ispirazione e progetto: accostamenti di superfici, colori e materiali che consentono di visualizzare possibili scenari e trasformare una tendenza in una soluzione per la propria casa.
La casa dell’autunno-inverno 2026 non cerca dunque una perfezione uniforme, ma l’autenticità della materia, la forza del colore e il valore delle tracce che raccontano una storia. Un modo di abitare in cui la dimensione sensoriale torna al centro e in cui i materiali non sono semplicemente elementi da scegliere, ma mezzi per dare forma a spazi personali, riconoscibili e in continua evoluzione.
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