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ultimo aggiornamento 30/10/2026 ore 16:31




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30 Ottobre 2026
2N - La sicurezza è un impegno a lungo termine

Comunicato Stampa 


La sicurezza è un impegno a lungo termine. Come riconoscere un sistema di controllo accessi affidabile?


Oggi un solo smartphone può sostituire un mazzo di chiavi, le tessere di accesso e persino un citofono.


I moderni sistemi di controllo accessi facilitano gli spostamenti all'interno degli edifici, la loro gestione e la vita quotidiana, ma introducono anche nuove esigenze in materia di sicurezza. Citofoni e lettori di accesso non sono più semplici dispositivi installati accanto alle porte, bensì componenti importanti dell'infrastruttura digitale degli edifici. La loro cybersicurezza deve quindi essere considerata fin dalla fase di progettazione e garantita per tutti gli anni di esercizio previsti. Anche il Mese europeo della cybersicurezza, che si svolge a ottobre, richiama l'attenzione sui rischi crescenti, mentre la normativa italiana ed europea introduce progressivamente requisiti più rigorosi per produttori e operatori. Come riconoscere una soluzione davvero sicura? Il produttore ceco di sistemi di controllo accessi 2N offre alcuni elementi di risposta.


Immaginiamo un edificio adibito a uffici. I dipendenti entrano identificandosi tramite smartphone, la reception assegna autorizzazioni temporanee ai visitatori e il responsabile dell'edificio può gestire gli accessi da remoto. Per gli utenti tutto è semplice, ma dietro ogni soluzione ci sono decisioni che influiscono sulla sicurezza dell'immobile. Oggi i sistemi di controllo accessi comunicano attraverso la rete e utilizzano piattaforme cloud e applicazioni mobili. Questa connettività consente la gestione da remoto, facilita l'integrazione e rende più efficiente il funzionamento degli edifici, ma apre anche nuove possibilità di attacco informatico. Un dispositivo non adeguatamente protetto può compromettere anche altri sistemi dell'edificio. La cybersicurezza diventa quindi importante quanto la protezione fisica.


La sicurezza si decide già in fase di progettazione dell'edificio


Quando si sceglie un sistema di controllo accessi, si valutano generalmente il design, le funzionalità, la compatibilità e il prezzo. La cybersicurezza, tuttavia, viene spesso affrontata solo durante il confronto con il reparto IT o poco prima della consegna dell'edificio. A quel punto, per alcune decisioni potrebbe essere già troppo tardi. Fin dalla fase di progettazione deve essere chiaro come comunicheranno i dispositivi, chi ne sarà responsabile e come verranno protetti i dati relativi agli accessi. Questo vale sia per gli edifici di nuova costruzione sia per gli interventi di ammodernamento di immobili esistenti. Sono importanti anche la compatibilità con i sistemi già installati e le possibilità di gestione futura.


La responsabilità non termina con l'installazione


Un sistema di controllo accessi rimane generalmente in funzione per dieci anni o più. Durante questo periodo possono cambiare gli inquilini e i responsabili della gestione, mentre emergono nuove minacce informatiche. Una tecnologia sicura al momento della messa in servizio, quindi, non rimane necessariamente tale per sempre. Nella scelta di un fornitore è fondamentale sapere per quanto tempo i dispositivi riceveranno aggiornamenti, come il produttore reagisce alle vulnerabilità e se fornisce indicazioni per una configurazione corretta e sicura. Al momento della consegna del progetto devono essere definite chiaramente le responsabilità: chi dispone dei privilegi di amministratore, chi si occupa degli aggiornamenti e a chi rivolgersi in caso di incidente.


«La sicurezza di un sistema di controllo accessi non si misura semplicemente dal fatto che tutto funzioni correttamente al momento della consegna. La vera prova consiste nel verificare se il produttore sarà in grado di proteggere e supportare i dispositivi anche a distanza di diversi anni. Per questo è importante valutare non solo le funzionalità del prodotto, ma anche le modalità con cui viene sviluppato, testato e vengono gestite le eventuali vulnerabilità. La sicurezza non è una caratteristica che si acquista una volta per tutte. È un impegno a lungo termine», afferma Petr Kosek, Cybersecurity Manager di 2N.


Le normative europee cambiano le aspettative nei confronti dei fornitori


La crescente importanza della cybersicurezza si riflette nella normativa europea e italiana. Con la diffusione delle tecnologie digitali aumentano i rischi, la cui gestione non può più essere lasciata esclusivamente all'iniziativa di produttori e operatori.


La direttiva NIS2, recepita in Italia con il decreto legislativo n. 138/2024, rafforza la responsabilità delle organizzazioni in materia di cybersicurezza, compresi i rischi legati alla catena di fornitura. Dall'agosto 2025, i requisiti della direttiva RED si applicano anche alla sicurezza di determinate categorie di apparecchiature radio. Il regolamento sulla ciberresilienza (Cyber Resilience Act, CRA) introduce invece norme più ampie per garantire la sicurezza dei prodotti digitali durante l'intero ciclo di vita. I suoi principali requisiti inizieranno ad applicarsi nel dicembre 2027, mentre l'obbligo per i produttori di segnalare le vulnerabilità attivamente sfruttate e gli incidenti di sicurezza gravi è già in vigore dal settembre 2026. Sebbene queste normative disciplinino ambiti diversi, perseguono un obiettivo comune: stabilire requisiti di sicurezza vincolanti e rafforzare la responsabilità di produttori e operatori.


Come riconoscere una sicurezza che non sia soltanto una promessa?


L'inasprimento dei requisiti normativi rende sempre più importante poter dimostrare concretamente la sicurezza dei prodotti. Uno degli approcci che risponde a queste esigenze è il principio Secure by Design, secondo cui la sicurezza viene integrata fin dalla progettazione del prodotto, anziché essere affrontata soltanto prima della sua immissione sul mercato.


2N adotta da tempo questo principio e ha integrato la cybersicurezza nei propri processi di sviluppo ben prima dell'introduzione degli attuali requisiti europei. Correggere le vulnerabilità durante lo sviluppo è più semplice, meno costoso e più sicuro rispetto a intervenire dopo l'installazione dei dispositivi. Per questo, il processo di sviluppo comprende numerosi controlli di sicurezza, valutazioni dei rischi e test. I processi interni sono inoltre supportati da un sistema di gestione della sicurezza delle informazioni certificato secondo la norma ISO 27001.


Dal novembre 2025, 2N è anche un'autorità CNA (CVE Numbering Authority) nell'ambito del programma CVE, uno status che le consente di identificare, valutare e rendere pubbliche autonomamente le vulnerabilità dei propri prodotti. L'azienda fornisce inoltre aggiornamenti di sicurezza e firmware con supporto a lungo termine, generalmente per almeno cinque anni dalla cessazione della commercializzazione di un prodotto.


La fiducia si costruisce anche dopo la consegna delle chiavi


Un sistema di controllo accessi ben progettato dovrebbe essere quasi invisibile agli occhi degli utenti. Le porte si aprono, i visitatori raggiungono gli spazi ai quali sono autorizzati ad accedere e tutto funziona senza inutili complicazioni. Dietro questa semplicità, tuttavia, deve esserci una tecnologia affidabile, capace di garantire sicurezza anche a distanza di anni.


Nella scelta di una soluzione, quindi, oltre all'aspetto estetico e alle funzionalità, è importante considerare anche la durata del supporto e l'approccio del produttore alla gestione delle vulnerabilità. La facilità e la tranquillità con cui le persone si muovono all'interno di un edificio dipendono infatti da decisioni prese molto prima che ne aprano le porte per la prima volta.





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